Da “La Nazione” del 20 Giugno
Tratto dalla Rassegna Stampa della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
RIFIUTI provenienti da demolizioni edili, materiali bitumosi, terre e rocce di scavo, asfalto. Difficile stabilire le quantità (solo per i residui di attività di scavo si parla di diecimila metri cubi), ma secondo il sostituto procuratore Stefano Pizza sarebbero in gran parte finiti, illegalmente, nell’area del Madonnino, dove si stava costruendo il centro fieristico. Il tutto, fino all’aprile del 2007. Per queste accuse, il magistrato ha chiamato in causa Fimar, Consorzio Bonifica e le imprese private che hanno avuto un ruolo nella faccenda. Pizza ha citato a giudizio dieci persone: in tre hanno patteggiato una multa, in quattro hanno pagato l’oblazione e quindi estinto il reato, e altri tre hanno scelto la via del giudizio ordinario, che si svolgerà il prossimo 25 febbraio. Un’oblazione da 13mila euro è stata pagata da Saimo Biliotti, presidente del Cda della Fimar, proprietaria dei terreni dove, stando alla ricostruzione della Procura, sono stati depositati e in parte riutilizzati i rifiuti; stessa cifra pagata da Fabio Bellacchi, presidente e legale rappresentante del Consorzio Bonifica che ha prodotto e in parte trasportato il rifiuto nell’area del centro fieristico; e stessa cifra per Massimo Brizzi e Andrea Brizzi, amministratori della Edilbrizzi, che avrebbe movimentato e depositato al Madonnino i rifiuti provenienti da demolizioni edili poi riutilizzati per la costruzione del centro. Per loro quattro il giudice Giovanni Puliatti ha deciso per il «non luogo a procedere», avendo tutti preferito chiudere subito la posizione con il pagamento dell’oblazione.
In tre hanno invece patteggiato la pena: un’ammenda di 1.200 euro. Sono Adolfo Saccocci, titolare dell’omonima ditta che ha prodotto e movimentato il rifiuto composto da terre e rocce di scavo per circa diecimila metri cubi; Alessandro Schiavetti, amministratore dell’azienda agricola Volta di Sacco, dove è stata smaltita parte dei rifiuti composti da terre e rocce di scavo; e Marco Gervasio, affittuario del terreno in località Pratini Bassi, dove è stata smaltita anche in questo caso parte dei rifiuti composti da terre e rocce di scavo. Hanno invece deciso di prendere la via del processo ordinario le altre persone coinvolte nella vicenda, la cui posizione è stata stralciata dal procedimento concluso e rinviata al prossimo 25 febbraio. Sono Marzio Flavio Morini, adesso sindaco di Scansano ma al tempo direttore dei lavori del centro fieristico del Madonnino; Giuseppe Fico, titolare dell’omonima impresa edile che ha eseguito la costruzione del centro fieristico e in base al contratto di appalto consegnatario dell’area; e infine Alberto Casangeli, amministratore unico della Lamoter Srl che ha movimentato i rifiuti presenti all’interno dell’area.












