Di Paolo Schillaci
Coordinatore Lega Nord Massa Marittima
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Ho letto l’intervento di Giancarlo Zago con il quale tenta di giustificare le critiche da egli espresse in consiglio comunale sulle responsabilità dei commercianti e delle categorie produttive sull’attuale situazione di crisi che interessa il nostro Comune.
In qualità di imprenditore e coordinatore locale della Lega Nord Toscana mi permetto di replicare con rispetto, ma anche con grande chiarezza. Il Presidente Zago ha sbagliato a generalizzare le responsabilità di questi soggetti, che in parte esistono. Se qualche imprenditore lavora 2 mesi all’anno tirando a campare per gli altri 10, esistono tanti altri, fortunatamente, che rischiano con i soldi loro e cercano, tra le mille difficoltà burocratiche frappostegli dalle autorità locali, di erogare servizi per i cittadini.
Generalizzare è sempre sbagliato. Sbaglierebbe anche chi considerasse fannulloni tutti gli impiegati statali o quelli che hanno lavorato o lavorano negli ex enti pubblici. Esiste tra loro un stragrande maggioranza di persone che fa bene il proprio lavoro e rispetta le leggi, comprese quelle ambientali. C’è forse qualcuno che non lo fa? C’è forse qualche ditta del nord Italia, come gli sarebbe stato riferito da qualche suo conoscente, che sarebbe solita non rispettare le normative ambientali, interessata magari a venire ad intraprendere nel nostro Comune? Le sue dichiarazioni in consiglio comunale, in replica alle intelligenti provocazioni del consigliere repubblicano Luca Santini, appaiono un po’ “oblique” e meriterebbero qualche spiegazione. Se Zago ha da fare dei nomi di imprenditori poco raccomandabili, interessati a venire a Massa, li faccia, senza sparare nel mucchio.
Ed il caso Polyteckne, da egli preso ad esempio su ciò che non si deve fare, è proprio sbagliato. Quella è una vicenda imbarazzante, pianificata con largo anticipo in questa parte della rossa Toscana, favorita dall’incompetenza degli uffici pubblici preposti e dall’ignavia di esponenti politici locali e nazionali, che facevano finta di non vedere. Il Corpo delle Miniere aveva dato esito negativo al suo arrivo, ma i sindacati e la sinistra avevano tanto insistito, apponendo addirittura manifesti ai quadri murali di Palazzo Malfatti. Così l’allora PDS commentava il diniego del Distretto minerario: “A chi giova tutto ciò?”. Già, a chi avrà giovato? C’è voluta un’interrogazione dell’onorevole leghista Paolo Grimoldi, milanese, per iniziare a far fare marcia indietro a numerosi soggetti.
E poi, Presidente Zago, non ritiene che il nostro Comune e la sua Comunità Montana abbiano commesso qualche errore di troppo? Vogliamo fare qualche esempio? Che ne dice della cervellotica idea dei lotti dei nuovi insediamenti produttivi di Valpiana, che prevedevano un superficie coperta di almeno 600 metri quadri? E dell’incubatore di impresa di Valpiana? Che ci dice della triste vicenda del Telecentro delle Colline Metallifere, una struttura di livello avanzato che avrebbe dovuto sviluppare attività di telelavoro e assistenza al tessuto economico locale, con la creazione di 15 postazioni operative?
E del complesso turistico ricettivo “I Casali”, per il quale la sua Comunità Montana ha ottenuto 2 milioni di euro di finanziamenti pubblici? Si prevedeva la ristrutturazione di 12 fabbricati, con la creazione di 90 posti letto, sala ristorante, sala ricreativa, sala per convegni, un maneggio, due campi da tennis ed un centro di accoglienza per informazioni e visite guidate. 5 dipendenti nel periodo di bassa stazione, 9 dipendenti per l’alta stagione, ai quali andavano poi aggiunti 2 unità per il maneggio, 4 unità per la ristorazione e 15 unità di occupazione indotta, prevedendo un fatturato da sola ricettività pari a circa 300 mila Euro a partire dall’anno 2000.
La verità è che questa amministrazione, e non da oggi, è gravemente carente rispetto alla promozione di un serio sviluppo socio economico del territorio. E la triste vicenda dell’ordinanza sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi, ritirata in gran fretta tra le proteste generali, ne è stata chiara testimonianza.