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  • DEDICATO AI “FOLLI” COME ME

    1 set 2010

    6 commenti

    Con la pubblicazione di questo video dedicato ai “folli” come me, www.palazzodellabbondanza.it si prende un pò di meritato riposo.
    InvitandoVi a riflettere su ciò che avete letto e a sostenere la
    Lista Civica MASSA COMUNE, Vi ringrazio di cuore per aver seguito appassionatamente le mie “folli” battaglie.
    Un caro saluto a tutti… e un bacio alla “mia” Massa.

    gabrielegaleotti
    molto piccolo, infinitamente libero

    •

    Solo coloro che sono abbastanza “folli” da pensare di poter cambiare il mondo
    … lo cambiano davvero.
    •

  • HO FATTO UN SOGNO

    26 ago 2010

    Nessun commento

    Ho fatto un sogno. E’ meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

    Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…

    Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

    Un movimento che sa dire si quando è il momento di dire si e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: si all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

    Continua…

  • DUE DOMANDE AD IPERBELLA

    26 ago 2010

    Nessun commento

    •

    Gentile Sig.na Iperbella,

    vuol dire gentilmente ai suoi concittadini dove lavora ?

    •

    Vuol dire loro anche come ha fatto a essere assunta ?

    •

    Non faccia la timida,

    si iscriva a questo BLOG e da qui risponda.

    •

    Grazie, sempre gentilissima.

    •

  • GLI OCCHI DI UN DEPUTATO

    23 ago 2010

    3 commenti

    Prendi un politico (un sindaco, un ministro, un presidente di circoscrizione…) e guardalo negli occhi, anche attraverso il filtro di un salotto televisivo.

    Non ascoltare ciò che dice, non lasciarti influenzare da come va vestito, non ti distrarre nella sua gestualità. Semplicemente, guardalo lì dentro.

    Ciò che non vedrai, quasi sicuramente, è il futuro. Alla stragrande maggioranza della nostra classe dirigente manca il futuro, diverso da quello che, apparentemente, ci aspetta. Il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo, ricordate De Gregori?

    L’unica cosa che sa fare un deputato o un senatore della Repubblica, troppo spesso, è di reiterare il più a lungo possibile la propria posizione privilegiata.

    Mancano completamente il sogno, la fantasia, le emozioni, ciò che dà senso alla vita di tutti noi. E chi l’ha detto infatti che la politica dev’essere per forza “una cosa seria”?

    Quando assisti inerme ad un siparietto televisivo in cui si contendono il microfono e l’inquadratura due o più segretari di partito quello che non troverai, non importa il canale, la trasmissione, i protagonisti, l’argomento, è il futuro…

    In questi anni ho girato in lungo e in largo l’Italia ed ho incrociato migliaia di esperienze incredibili e virtuose che di futuro ne hanno da vendere.

    Ho avuto la fortuna di conoscere persone fantastiche e normali, capaci di far politica con il cuore, di emozionarsi e immaginare, di costruire giorno per giorno il futuro che hanno dentro agli occhi.

    In giro c’è un sacco di futuro, ma non lo troverai incrociando lo sguardo di un politico o entrando nella sede di un partito.

    E’ arrivato il momento di capire una buona volta che da questa politica non ci dobbiamo aspettare niente. Lo dico anche ai tanti che fanno politica dentro alle istituzioni e dentro ai partiti a livello locale: persone oneste, intelligenti, con un bagaglio pieno di trasparenza, buon senso e, appunto, fantasia.

    E’ arrivato il momento di mettere insieme le nostre intuizioni, i nostri progetti, i nostri sogni, per realizzare insieme il futuro che insieme stiamo già costruendo.

    E’ arrivato il momento di spalancare porte e finestre e far entrare aria pulita, o meglio ancora portare fuori la poca aria ancora non viziata e lasciarsi contaminare dalla politica piena di futuro che c’è per la strada.

    Il futuro di questo Paese è il futuro che stiamo immaginando insieme, che chiunque può leggere guardandoci negli occhi.

    •
    di Marco Boschini
    tratto da www.ilfattoquotidiano.it

  • ALBERI E PARCHEGGI

    23 ago 2010

    Nessun commento

    Se i cittadini si fanno sentire, le amministrazioni, pagate dai cittadini e composte da nostri dipendenti, si adeguano come a Carpi. Investite sul futuro: salvate gli alberi, non i parcheggi. Anche nella vostra città.

    “La giunta cerca di zittire la protesta per il taglio di 42 alberi. Il 28 luglio a Carpi, la giunta ha deciso di fare un incontro “riservato” ai soli residenti di uno dei viali storici della città, la cui imponente alberatura rischiava di essere distrutta per far posto ad una pista ciclabile (il tutto per non dover sottrarre posti auto lungo il viale). Il progetto, covato in gran segreto dalla giunta per un anno e mezzo, dato che non lo aveva mai portato in consiglio comunale, quando è divenuto di pubblico dominio è stato duramente contestato da cittadini, associazioni ambientaliste e consiglieri di opposizione, in primis dalla nostra Lista Civica Carpi a 5 Stelle. Davanti alle proteste, la giunta non ha saputo fare di meglio che convocare un incontro a porte chiuse, escludendo consiglieri comunali e giornalisti, per non dover ammettere pubblicamente di aver preso una scelta sbagliata. Abbiamo deciso di andare in Comune comunque, e dato che non ci hanno concesso di sapere in diretta cosa si volesse fare di quest’opera, abbiamo improvvisato un po’ di sana controinformazione sull’uscio del palazzo comunale. Risultato: dopo le polemiche sui giornali, sui blog, la protesta dei cittadini e la nostra “piazzata”, la giunta si è impegnata a rivedere il progetto per salvare gli alberi. Avesse deciso di confrontarsi due anni fa, avremmo risparmiato il costo di progettare due volte la stessa pista.”

    di Lorenzo Paluan
    tratto da www.beppegrillo.it

  • AD MAJORA !!!

    21 ago 2010

    1 commento

    Se la sono fatta sotto ed hanno rimosso la PUBBLICITA’ ABUSIVA all’ex-Agraria.
    Potrei infierire e divertirmi; ma non lo faccio.

    Mi limito a celebrare una PICCOLA-GRANDE VITTORIA di onestà e impegno su arroganza e clientelismo.
    Ad majora !!!

    senza CLICKA PER INGRANDIRE
    •

  • COME SI CAMBIA…

    21 ago 2010

    3 commenti

    Cosa non si inventano i Kompagni per cercare di fare alleanze e ritardare le elezioni….

    da “Il Giornale” del 20.08.2010

  • IMMONDIZIA AMMINISTRATIVA

    21 ago 2010

    1 commento

    •
    di Oscar De Paoli
    •
    •

    E’ sicuramente auspicabile, nel 2010, una maggiore sensibilità civica da parte del cittadino medio.

    Mi riferisco, in particolare, ai comportamenti censurabili dell’abbandono di materiali ingombranti o tossici, al gettare cartacce e quant’altro a terra, o al non raccogliere gli escrementi dei propri cani mentre si passeggia in città.

    Tutto ciò contribuisce a creare una sorta di infingardia collettiva che nuoce gravemente all’immagine della nostra cara Massa, magari dando la colpa ad altri per la nostra cafonaggine.

    Del resto, “tutti colpevoli nessun colpevole”, ben si adatta anche alla sporcizia.

    Esiste, però, anche un’altra immondizia, prodotta e abbandonata da chi dovrebbe invece dare il buon esempio, trovandosi ad amministrare e a gestire per conto d’altri un bene che appartiene a tutti.

    Ora, negli ultimi mesi, ma già era successo in passato, ho presentato alcune richieste in municipio, tutte per iscritto e protocollate.

    Due riguardano l’area ex-Agraria, una le bacheche sotto le Logge, più qualche telefonata per sapere perché non funziona la posta certificata, servizio pubblicizzato come attivo da Marzo di quest’anno, ma non ancora operativo; non entro nel merito delle richieste per non annoiarvi nella lettura, ma posso darvi qualsiasi informazione.

    L’amministrazione comunale, ha tempo 30 giorni per rispondere alle istanze dei cittadini, ma nessun riscontro è ancora arrivato, anche a fronte di ulteriori pressioni. Costosi lunghi e noiosi i conseguenti ricorsi al TAR.

    Addirittura l’ultima telefonata si è risolta con un vaffan…., da parte dell’incaricato che doveva fornire le informazioni.

    “Chiedere è lecito, rispondere è cortesia” e, in questo caso, un obbligo di legge; questa indifferenza cronica nei confronti del cittadino non coincide con la partecipazione alla vita amministrativa tanto auspicata da tutte le istituzioni, ma poco digerita quando si tratta di applicarla.

    Voglio ricordare ai nostri amministratori, che oltre ad un dovere politico e morale nei confronti della cittadinanza, esiste anche un dovere economico, poiché il loro compenso è in parte formato dalle trattenute sulle nostre retribuzioni.

    Doppiamente colpevoli quindi, di abbandonare il cittadino a un destino di mezzadro della politica e di lasciare in giro tutta questa immondizia amministrativa.

  • EFFICIENZA AMMINISTRATIVA

    19 ago 2010

    Nessun commento

    •
    di Roberto Ovi
    •
    •

    L’EFFICIENZA AMMINISTRATIVA DEL COMUNE DI MASSA MARITTIMA

    Nella nostra vita e nelle attività che ciascuno di noi svolge, ci sono delle regole “naturali” da rispettare.
    Se vogliamo ottenere buoni voti a scuola, solo per fare un banalissimo esempio, dobbiamo studiare.
    Una pubblica amministrazione efficiente deve essere ben organizzata, funzionare con costi accettabili, non fare sprechi, erogare servizi efficienti ed economici ai cittadini. E’ una considerazione ovvia e banale. E non dovrebbe essere nemmeno necessario l’articolo 97 della Costituzione Italiana per ricordarci che l’organizzazione della Pubblica Amministrazione dovrebbe essere informata a criteri di BUON FUNZIONAMENTO ed IMPARZIALITA’.

    In Italia, paese di straordinaria immaginazione politica (Indro Montanelli la definiva “un paese da operetta”), una  Legge del Luglio 2009 ha invitato le amministrazioni pubbliche ad adottare misure per garantire la tempestività dei propri pagamenti. La Giunta del Comune di Massa Marittima, ossequiosa ed ubbidiente, con una Delibera del 31 Dicembre u.s. ha dettato ben 9 misure organizzative. Quali?
    Ad esempio:
    - NON RITARDARE INGIUSTIFICATAMENTE LA LIQUIDAZIONE DELLE FATTURE;
    - TRASMETTERE CON CONGRUO ANTICIPO LE DETERMINAZIONI DI IMPEGNO DI SPESA ED I SUCCESSIVI ATTI DI LIQUIDAZIONE AL RESPONSABILE DEL SERVIZIO FINANZIARIO.

    Mi permetto, con il massimo rispetto, di sottolineare che queste misure organizzative dovrebbero costituire i capisaldi del normale funzionamento di una pubblica amministrazione. Ed allora perchè la Giunta Comunale ha ritenuto necessario doverle evidenziare? Finora non è sempre stato così? E’ una situazione veramente singolare. Mio padre e mia madre non hanno mai avuto necessità di dovermi insegnare che, prima di entrare in un negozio per comprare qualcosa, dovessi accertarmi di avere nel mio portafoglio la quantità di denaro necessaria.

    Mi sembra una considerazione naturale. O no?
    Leggete questa delibera clickando QUI e poi fate le vostre considerazioni.
    •

  • PREFERISCO DI NO

    4 ago 2010

    2 commenti


  • POVERA PATRIA

    25 lug 2010

    Nessun commento

  • IL PRINCIPIO DEL PARACULO

    18 lug 2010

    Nessun commento

    •

  • SVEGLIATI SERVO !!!

    29 giu 2010

    Nessun commento

    •
    Tratto da    www.liberainformazione.org

    Come è possibile che gli uomini accettino di sottomettersi al tiranno?
    Semplice: il popolo è complice del proprio asservimento.

    « Tiranno non è semplicemente l’Uno della monarchia assoluta, ma qualsiasi corpo politico che elimini il carattere pubblico del potere per utilizzarlo in modo da imporre agli altri la propria volontà ed i propri interessi; indipendentemente dal modo in cui questo potere è ottenuto, fosse anche attraverso il suffragio popolare. »

    :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Étienne de La Boétie

    •
    Di quali mezzi si serve il tiranno?

    1. L’abitudine
    « certamente tutti gli uomini, finché conservano qualcosa di umano, se si lasciano assoggettare, o vi sono costretti o sono ingannati […] È incredibile come il popolo, appena è assoggettato, cade rapidamente in un oblio così profondo della libertà, che non gli è possibile risvegliarsi per riottenerla, ma serve così sinceramente e così volentieri che, a vederlo, si direbbe che non abbia perduto la libertà, ma guadagnato la sua servitù. È vero che, all’inizio, si serve costretti e vinti dalla forza, ma quelli che vengono dopo servono senza rimpianti e fanno volentieri quello che i loro predecessori avevano fatto per forza. È così che gli uomini che nascono sotto il giogo, e poi allevati ed educati nella servitù, senza guardare più avanti, si accontentano di vivere come sono nati, e non pensano affatto ad avere altro bene né altro diritto, se non quello che hanno ricevuto, e prendono per naturale lo stato della loro nascita. Non si può dire che la natura non abbia un ruolo importante nel condizionare la nostra indole in un senso o nell’altro; ma bisogna altresì confessare che ha su di noi meno potere della consuetudine: infatti l’indole naturale, per quanto sia buona, si perde se non è curata; e l’educazione ci plasma sempre alla sua maniera, comunque sia, malgrado l’indole. I semi del bene che la natura mette in noi sono così piccoli e fragili da non poter sopportare il minimo impatto di un’educazione contraria; si conservano con più difficoltà di quanto si rovinino, si disfino e si riducano a niente. La natura dell’uomo è proprio di essere libero e di volerlo essere, ma la sua indole è tale che naturalmente conserva l’inclinazione che gli dà l’educazione. » [ndr. quarant'anni di televisione. cfr. Il discepolo 1816]
    Continua…

  • LE ASTENSIONI E L’8 PER MILLE

    26 giu 2010

    Nessun commento

    Commento di Michele Ainis
    da lastampa.it

    C’è un 8 per mille che doniamo ai signori dei partiti. E per lo più senza saperlo né volerlo, come succede per la Chiesa. Anche in questo caso il trucco c’è, ma non si vede. Però mentre il giochino inventato da Tremonti (e messo poi nero su bianco in una legge del 1985) ha via via innescato un fiume di proteste, qui invece tutti zitti, non ci accorgiamo nemmeno del raggiro.

    Come funziona l’8 per mille religioso? Attraverso un marchingegno giuridico che calcola pure la scelta dei contribuenti che non scelgono. Ciascuno di noi, quando compila la dichiarazione dei redditi, può infatti mettere una firma per destinarlo in favore dello Stato, della Chiesa cattolica, di altri culti minori. Ma il 60% degli italiani resta con la penna in mano, firmano soltanto 4 su 10. Poco male, perché la torta viene comunque servita per intero, tagliandone le fette in proporzione alle scelte manifestate espressamente. E così la Cei si mette in tasca un miliardo di euro l’anno, pur meritandone neanche la metà.

    L’8 per mille politico gira sui medesimi ingranaggi. Contano le schede votate, non quelle che nessuno ha provveduto a ritirare. I seggi in palio vengono distribuiti fino all’ultimo, anche se gli elettori hanno divorziato in massa dalle urne. D’altronde pure il finanziamento pubblico ai partiti riflette la stessa impostazione. E anche qui lo Stato non risparmia un euro, perché tutta la posta viene ripartita in base alle percentuali di consenso che ogni partito guadagna alle elezioni. Il non consenso, il popolo degli astenuti, diventa così un consenso tacito. A dispetto della matematica, ma forse – al punto in cui siamo arrivati – anche a dispetto della democrazia.

    S’apre infatti una doppia questione dopo le elezioni regionali. Quella politica, certo: come recuperare alla nostra vita pubblica quanti se ne sono allontanati. I partiti – di destra e di sinistra – hanno subito promesso d’occuparsene, dato che a quanto pare l’astensionismo è bifronte come Giano. Che poi davvero ci riescano, è tutt’altra faccenda. C’è però un’altra faccia del problema: quella istituzionale. Sta di fatto che abbiamo appena registrato la più bassa affluenza della storia repubblicana: il 64,2%. Significa che il partito del non voto è ormai il primo partito politico italiano, ben più del Pdl, che a conti fatti riscuote il consenso di appena un italiano su 6. Anzi: se al 36% d’astenuti sommiamo le schede bianche e nulle, quel partito supera da Dc dei tempi d’oro. Tanto per dire, in Campania i voti invalidi toccano il 5,8%, in Lazio il 4,1%, in Basilicata il 6,7%, in Piemonte il 5,7%.

    E allora è giusto lasciare senza voce il 40% del popolo italiano? Possiamo farlo, certo; però sapendo già in anticipo che in tale ipotesi la frustrazione non può che generare altra disaffezione. Oppure possiamo farci carico della domanda silenziosa uscita dalle urne. Quali che siano le sue ragioni individuali, il non voto esprime infatti un rifiuto della delega, e perciò l’aspirazione verso altri strumenti, altri canali di deliberazione. Sarebbe logico tenerne conto amputando in proporzione seggi e quattrini dei partiti, ma logica e politica non vanno quasi mai d’accordo; non per nulla Aristotele ne trattò in due opere distinte. Però dovremmo quantomeno potenziare gli istituti di democrazia diretta, a partire dal referendum, ormai rinsecchito come un vecchio tronco. Non accadrà, statene certi. Specialmente alle nostre latitudini, gli assenti hanno pur sempre torto, anche quando hanno ragione.

    E tu per chi ti sei astenuto alle ultime elezioni ?

  • IO LE LEGGI LE RISPETTO

    16 giu 2010

    Nessun commento

    Questa scena geniale e profetica è tratta dal film “Signore e signori, buona notte” del 1976, a lungo censurato prima di essere trasmesso in TV.

    Se 34 anni fa considerare i privilegi come un “dovere verso l’elettorato” era ancora satira politica, oggi è quasi cronaca; ecco perché, se vogliamo cambiare gli eletti, oggi più che mai, bisogna prima cambiare gli elettori !
    •

  • LA NOSTRA STORIA

    13 giu 2010

    Nessun commento

  • PONTI, NON MURI

    3 giu 2010

    1 commento

    Di Michele Dotti
    tratto da: www.micheledotti.it

    Gli ultimi giorni sono stati per me ricchi di incontri in varie regioni: venerdì scorso a Pisa, per l’evento promosso dall’Associazione La limonaia ”Dove sono e come si diventa Comuni virtuosi?”, sabato a Padova sui”Nuovi stili di vita” all’interno del Festival della Cittadinanza e ieri sera  a Brescia per l’incontro ”Ponti della speranza: un mondo diverso”, promosso dai Missionari Comboniani in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano e la Commissione scuola della Diocesi.

    Vorrei ringraziare tutti per la calorosa accoglienza riservatami!!! Porto con me da questi incontri emozioni intense, volti illuminati e tante nuove idee…

    E il viaggio continua.

    • Martedì 25 sarò a Ravenna per riflettere insieme a educatori locali e ad una delegazione di insegnanti e operatori della città di Mostar su “La scuola delle differenze”.

    • Venerdì 4 giugno sarò a Massa Marittima per l’incontro “C’è un’Italia che funziona“ promosso dalla Lista Civica MASSA COMUNE.

    • Venerdì 11 presenterò “L’anticasta“ alla Biblioteca Comunale di Colle Val d’Elsa, alle 21,15.

    • Venerdì 18 sarò a Treviso su invito del Meet-up locale “Fare Treviso“.

    • Venerdì 25 e sabato 26 sarò invece a Empoli ed interverrò nel corso di un seminario sulla “Comunicazione per la società civile”.

    In tutti questi incontri, quello che io cerco sempre di promuovere con onestà e passione non è altro che un po’ di sano “realismo”… così come inteso in questo video meraviglioso!!!
    •

  • GRANDI UOMINI IN PICCOLI GESTI

    26 mag 2010

    1 commento

    Di Marco Boschini

    Forse è un caso, forse no, rientrare dalle zone di Gomorra proprio il 23 maggio che ci riporta alle stragi del 1992, al sacrificio di uomini di Stato come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

    Forse è un caso, o forse no, sentirci oggi come allora, nonostante gli anni che passano e la terra di esperienza camminata nel frattempo: un misto di rabbia, orgoglio, paura, voglia di fare. E di impotenza e rassegnazione, anche. E di forza, tutto insieme. Mescolati insieme.

    Forse è un caso, o forse no, passare da Camigliano (CE) e vedere finalmente da vicino la comunità guidata da un sindaco, Vincenzo Cenname, che come sappiamo rischia di essere commissariato perché troppo virtuoso, perché ha deciso di gettare un sasso nello stagno di acqua torbida che quasi sempre è la politica oggi, gridando che il Re è nudo!

    Forse è un caso, o forse no, che mafia e camorra e tutte le bande con o senza colletto bianco che imbrattano il Paese in lungo e in largo con violenza e cemento, morti e affari, droga e tangenti sembrino prendere, oggi come allora, il sopravvento, dettare Legge, esserla, anche.

    Forse è un caso, o forse no, imparare nuove storie, incrociare sguardi e gesti che parlano e dicono e testimoniano e dimostrano altro. Che un’altra Italia esiste, esiste per davvero ed è qui, intorno a noi, basta volerle dare credito, fiducia, spazio.

    E’ l’Italia capovolta, quella al contrario, che è poi quasi sempre il verso giusto delle cose: l’Italia che ferma il cemento nella provincia più cementificata d’Europa (Cassinetta di Lugagnano – MI), che blocca una mega discarica con la più alta percentuale nazionale di raccolta differenziata (Ponte nelle Alpi – BL), che smaschera la truffa del nucleare a suon di risparmio energetico e autoproduzione di energia (Portogruaro – VE), che accoglie cittadini da ogni parte del mondo in questa italietta viziata e razzista (Riace – RC), che progetta parchi pubblici e spazi di comunità insieme ai bambini (Settimo Rottaro – TO) ecc. ecc.

    Forse è un caso, o forse no, che proprio da una storia di bambini passa la più bella cosa che ho messo in valigia in questa due giorni campana: il consiglio comunale dei bambini del Comune di Piedimonte Matese (CE), ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si dice che l’acqua è un bene comune e non può essere mercificato, e il baby-sindaco ha inviato una lettera al proprio “collega” senior per invitarlo a fare altrettanto…

    Forse è solo un caso, o forse no, ma credo che anche da quel piccolo gesto di quei “piccoli” uomini passino il senso e la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.




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