29 lug 2010
A A
Roberto Ovi
29 lug 2010 alle 07:00
Aggiungerei le considerazioni espresse dal Presidente della Corte dei Conti Prof. Giampaolino nel corso di una recentissima audizione parlamentare
http://www.palazzodellabbondanza.it/wp-content/uploads/2010/07/Corriere della Sera 28.7.10. Corruzione patema morale-1.pdf
Massimo Della Pena
30 lug 2010 alle 12:35
sono un avvocato cassazionista di Roma e condivido la vostra battaglia contro i progressisti (ma de ke !!). sono a vs disposizione in caso di eventuali contenziosi legali che intercorressero contro di voi da parte di questa gente sinistra
Roberto Ovi
31 lug 2010 alle 18:53
DALL’ARTICOLO: POLITICA O “AFFARI”: MILANO E’ AD UN BIVIO, PUBBLICATO SU AVVENIRE DOMENICA 25 LUGLIO 2010.
STRALCIO DELL’INTERVENTO DEL PROF. GABRIO FORTI
Aggiungo io: MILANO, MA NON SOLO
….
D. Professor Forti, ma davvero siamo messi peggio che nel periodo di Tangentopoli?
R. Intanto bisogna fare un distinguo. Per Tangentopoli il rapporto tra privato e pubblico era più lineare. L’imprenditore pagava una tangente per avere un beneficio, un vantaggio. L’amministratore la chiedeva o la riceveva … principalmente per alimentare il sistema partito. Ora è tutto diverso.
D. Diverso? In che termini?
R. … I partiti e chi li rappresenta sono più deboli… Non si cerca la tangente per il partito, ma vantaggi allargati. Denaro. Ma anche consulenze una volta in pensione, la sistemazione a lungo termine di figli, amici e parenti. Un soggetto, quindi, che da ammnsitratore e controparte, diventa invece parte della struttura illegale.
D. Lei parla di amministratore e di macchina amministrativa. Ma cosa non funziona più?
R. C’è un deterioramento del settore pubblico. C’è stata una demolizione dei corpi tecnici, iniziata già prima di Tangentopoli, ed in genere delle professionalità da cui dipende la reale efficacia di controlli. Ci si affida a soggetti privati, pure per i controlli, e l’amministrazione non sa più così valutare autonomamente se la cose vanno bene o no. E’ in balia degli interessi, per certi aspetti. E anche questa è una forma subdola ma non meno devastante di corruzione.