Storiella n.1
DIETRO L’EX-AGRARIA

C’era una volta una ridente cittadina toscana con circa 10.000 abitanti (simile a Massa Marittima, tanto per fare un esempio) che vantava da sempre una grande tradizione mineraria.
Nel tempo, però, l’attività estrattiva entrò in crisi poiché non era più remunerativo scavare il sottosuolo.

La Società (a partecipazione statale) che gestiva le cave e le miniere era dunque orientata a procedere con la chiusura degli impianti ma si preoccupava molto dell’Amministrazione Comunale che governava la cittadina poiché questa, almeno a parole, si dichiarava sempre a favore degli operai e del popolo sovrano.
Pensava, infatti, che l’Amministrazione Comunale della cittadina in questione si sarebbe comportata come una di quelle Amministrazioni dei comprensori minerari sardi che, per oltre due anni, avevano lottato a fianco degli operai che occupavano le miniere.

In tale modo erano riuscite però ad ottenere che la Società, se voleva chiudere le miniere, sborsasse centinaia di miliardi per bonificare i terreni che negli anni aveva inquinato (in base al giusto principio che chi sporca deve pulire) e che gli stessi operai continuassero a lavorare per eseguire le bonifiche e non fossero così licenziati per poter arrivare tranquillamente al pensionamento.

Iniziò dunque una bella trattativa e grande e lieto stupore colse i dirigenti della Società che voleva chiudere cave e miniere quando compresero che l’Amministrazione Comunale della ridente cittadina toscana avrebbe applicato il IV° principio della democrazia che, come tutti sanno, testualmente recita: ”Il popolo è sovrano ed ha tutti i diritti ma… è il PARTITO ad avere la precedenza sui diritti e sui guadagni“.

Grazie alla propria volontaria accondiscendenza, l’Amministrazione Comunale ottenne (diciamo così…) alcuni terreni e poté creare un bel quartiere nuovo (simile al quello della Cammilletta, tanto per fare un esempio) dove far costruire anche qualche casetta popolare per apparire dalla parte della gente [leggasi elettori].
Il quartiere era esposto a Nord e durante l’inverno la bolletta del gas saliva a dismisura; inoltre era un satellite periferico senza nessun legame con il centro storico della cittadina (ma questo erano solo le malelingue a dirlo).

L’Amministrazione ottenne (ridiciamo così…) anche il terreno per realizzare taluni impianti sportivi e nacque dunque un bel campetto da gioco (simile a quello della Cammilletta, solo per fare un esempio).
Il campo sportivo venne a costare più del doppio di quanto preventivato perché furono fatti gravi errori nella progettazione affidata ad uno studio tecnico di una cittadina distante circa 45 km (come Piombino o San Vincenzo rispetto a Massa Marittima, tanto per fare un esempio).

Qualcuno sosteneva anche che lo studio tecnico di cui sopra lavorasse perché i suoi componenti erano iscritti allo stesso partito che da solo possedeva la maggioranza nell’Amministrazione Comunale e che, addirittura, versasse ad esso una cospicua percentuale sulle parcelle riscosse; ma sicuramente, anche tale maldicenza era ancora opera delle solite malelingue [su questo specifico argomento è già pronta comunque un’altra storiella che potrete leggere prossimamente].

L’Amministrazione Comunale, che durante l’estate organizzava una stagione musicale (simile alla Lirica in Piazza, solo per fare un paragone con quanto capita a Massa), si vide riservare interi settori dei posti disponibili da parte della Società che voleva chiudere le cave e le miniere per, forse, donare i biglietti… agli operai che di lì a poco avrebbe tranquillamente licenziato.
E le solite malelingue si chiedevano quale interesse potesse avere una Società che aveva da perseguire un guadagno e far quadrare un bilancio ad acquistare tutti quei biglietti in un momento di crisi ed in procinto di chiudere i battenti; taluni, addirittura, definivano la cosa come un mistero di alta finanza…

Per la cessione delle aree, la Società ebbe in cambio molti terreni boschivi (che facevano parte delle proprietà comunali) di superficie ben maggiore di quella dei terreni passati al Comune (terreni boschivi tipo quelli di Capanne, tanto per fare un esempio).
E la stessa Società rimase anche proprietaria, naturalmente, di buona parte delle proprie aree divenute, nel frattempo e miracolosamente, edificabili e di notevole valore.

Tra queste aree ce n’era anche una posta in prossimità del centro storico della cittadina (simile alla nostra EX-AGRARIA, solo per fare un esempio) dove il partito di maggioranza cominciò a tenere le sue feste estive denominate degli “Amici e dei Compagni“ (una specie di festa dell’Unità, sempre per fare solamente un esempio).

Grazie alla compiacenza dei nuovi proprietari di quest’area (acquistata, ricordiamolo, dalla Società Mineraria in procinto di chiudere le cave e le miniere), potevano mantenere tutti i materiali utili alla festa senza doverli smontare [compresi quelli stessi box prefabbricati per installare i quali ai mortali cittadini venivano (e vengono ancora) richieste tutte le autorizzazioni dovute e, forse, anche qualcuna in più].

La Società dei nuovi proprietari dell’area aveva sede in un paese vicino alla nostra ridente cittadina toscana, distante da essa una ventina di chilometri (come, ad esempio, Gavorrano rispetto a  Massa Marittima).

E le stesse malelingue dicevano che il SOLITO PARTITO avesse ricevuto una LAUTA GRATIFICAZIONE ECONOMICA per il buon prezzo a cui aveva fatto acquistare l’area alla nuova Società: l’area veniva stimata, oltre venti anni fa, più di un miliardo e mezzo delle nostre vecchie lire.
Questa Società proveniva da un paese vicino (dove, naturalmente, vi erano percentuali altissime di consensi al medesimo partito) e le solite linguacce affermavano che i soci fossero iscritti e fedelissimi del partito stesso.

L’area non venne subito edificata forse perché stava iniziando quel periodo che, mi sembra, venne poi chiamato “tangentopoli”.
Non a caso, un solerte funzionario che lavorava per conto della Procura della Repubblica fece presente all’Amministrazione Comunale che per quell’area passava una vecchia strada pubblica che era stata abusivamente annessa al tutto dalla prima Società proprietaria dei terreni (tipo la Montecatini, naturalmente sempre e solo per fare un esempio).

Chissà se la vecchia strada passa ancora di lì ???
Sperano fortemente di no i nuovi proprietari, visto che l’area è nuovamente passata di mano finendo dapprima ad una Società ancora una volta con sede nello stesso paese vicino alla nostra cittadina toscana (tipo Gavorrano, solo per fare un esempio) e poi ad un’altra Società molto, ma molto vicina all’impresa costruttrice dello stesso complesso oltre esecutrice del “restauro” di un edificio detto… Palazzo dell’Arronganza).

I passaggi di proprietà si erano svolti attraverso atti pubblici alquanto discutibili come “rettifiche” e “permute”  del tipo di quelli intervenuti nella vicenda della nostra EX-AGRARIA ma tutti (!) “assolutamente regolari”.

Chissà quanto sarà costata quell’area !!!
E pensare che la stessa, così vicina al centro storico della parte alta della cittadina toscana (come per noi Cittanuova, sempre a titolo di esempio), poteva diventare un parcheggio nel caso in cui si fosse realizzata una zona a traffico limitato per valorizzare anche quella parte di città. Ma la vera svolta della vicenda doveva ancora avvenire.

Nell’estate 2007 fu assunto, con l’inganno, un noto e misero architetto molto somigliante ad un celeberrimo professionista di Follonica che gli amici, anzi i compagni, anzi i compagnucci da quattro soldi, chiamavano Revolver; a lui, guarda caso, fu affidato l’incarico di redigere il nuovo regolamento urbanistico della ex-ridente cittadina toscana che, come per magia, finì per consentire in quell’area (tipo la nostra EX-AGRARIA, lo ricordo a chi si fosse distratto) la realizzazione di una specie di villaggio turistico con la bellezza di 42 nuove unità abitative destinate alla vendita !!!!!

Praticamente, prima si studiò a tavolino ed in gran segreto che cosa si poteva fare di quell’area per sfruttarne al massimo le potenzialità edificatorie e poi si approntò (fu il Revolver a farlo) uno strumento urbanistico che prevedesse proprio quello che si era già deciso di fare.
Non so, lo confesso, come possa definirsi questo REATO; so per certo, però, che di REATO si tratta.

Il mitico Revolver, come già detto, era stato assunto con l’inganno.
Per la verità, lavorava per quei VILI AMMINISTRATORI PUBBLICI da molto tempo vedendosi rinnovare di anno in anno il suo contratto a carattere fiduciario (cioè a completa discrezione del partito, pardon della Giunta, pardon del Sindaco).
Ed allora, pubblicando un avviso dal 13 al 29 AGOSTO (il periodo in cui tutti, ma proprio tutti, si recano a leggere quanto affisso all’albo comunale), si decise di effettuare una selezione ”ad evidenza pubblica” attraverso la quale, guarda caso, fu proprio il NOSTRO a risultare l’eletto.

La selezione “ad evidenza pubblica” (pubblica un corno !!!) fu fatta perché i compagnucci da quattro solditemevano che qualcuno si insospettisse circa il continuo rinnovarsi di quell’incarico firmato, ultimamente, dal Sindaco più grande di tutti i tempi: la Dott.ssa Guai (guai, infatti, a non chiamarla Dott.ssa ed a toglierle la gomma da masticare di bocca!!!).

Nonostante il felice periodo in cui l’avviso fu affisso all’albo comunale, qualcuno ne venne a conoscenza e, VIGLIACCO, si indirizzò subito all’Ordine degli Architetti perchè ne venisse diffusa notizia tra i colleghi (specialmente tra i più giovani, quelli che hanno maggiormente bisogno di lavorare).
NON CI CREDERETE, MA IL COMUNE NON AVEVA INFORMATO L’ORDINE PROFESSIONALE DELLA SELEZIONE. CHISSA’ PERCHE’ ?
Purtroppo all’Ordine, guarda caso, non funzionava la posta elettronica e quindi … non poterono fare nulla se non ignorare la segnalazione di quel piccolo, onesto e libero cittadino.

La selezione, ammesso che sia stata fatta, si svolse di soppiatto e della commissione esaminatrice fecero parte (ancora casualmente) il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, l’esimio architetto Pietro SPAZZOLE e l’architetto Lucia ROBUSTI, emeriti funzionari della Provincia.

L’architetto Revolver percepiva, alle spalle dei contribuenti Massetani, un lauto stipendio che però doveva allinearsi a quello previsto per legge per la categoria dirigenziale a cui apparteneva.
Ed allora, non ancora contenti, siccome con il solo nuovo incarico (quello meritatosi attraverso la selezione “ad evidenza pubblica” UN CORNO) non era possibile per legge REGALARGLI abbastanza denaro pubblico, la GIUNTA della ex-ridente Cittadina toscana guidata dal Sindaco Guai deliberò di riconoscergli, per i suoi particolari meriti professionali, anche un’indennità ad personam di oltre 5.000 euro annui.

Oggi l’architetto Revolver non lavora più per quei VILI AMMINISTRATORI che, Sindaco Guai in testa, devono essersela fatta sotto; se lo incontrate portategli cortesemente i saluti dell’architetto Gabriele, un architetto molto piccolo ma infinitamente libero (che non si venderà mai e, non come lui, avrà sempre i pantaloni ben stretti in vita).

Oggi finalmente l’edificazione in quell’area tipo la nostra EX-AGRARIA è iniziata ed è già un pezzo avanti !!!
Sembra proprio una SPECULAZIONE EDILIZIA: noi, a Massa, attenti come siamo alla nostra storia, non avremmo mai permesso una cosa del genere!!!

Come già detto, il progetto per quell’area posta in prossimità del centro storico della cittadina (simile alla nostra EX-AGRARIA, solo per fare un esempio) prevede la realizzazione di una specie di villaggio turistico con la bellezza di 42 nuove unità abitative CON LA VENDITA DELLE QUALI IL PARTITO AVRA’ UN COSPICUO RITORNO ECONOMICO IN CAMBIO DELL’AVER VIGLIACCAMENTE PERMESSO TALE EDIFICAZIONE; qualcuno parla non a caso di “AGRARIOPOLI”.

Il progetto, come per noi a Massa, prevede inoltre che sulla Piazza XXIV Giugno (o Luglio, o Agosto, scegliete voi) siano anche realizzati due edifici destinati al terziario (uffici ecc.) dei quali però non si riesce a sapere nulla perché il il fido Sig.Nodo [in combutta con il sindaco Guai ed il partito al quale è sempre stato asservito (la rima è puramente casuale)] si ostina a non far visionare la documentazione a chi lo farà pentire di non averlo fatto.

I Cittadini vogliono conoscere quel progetto e sapere bene che cosa (uso volutamente il condizionale) intenderebbero fare in Piazza XXIV Giugno (o Luglio, o Agosto, scegliete voi) ma il sindaco Dott.ssa Guai, il fido Sig.Nodo ed il partito dei compagnucci da quattro soldi sembra abbiano una gran paura a mostrarlo….

Comunque, molti anni fa, quando il sindaco della cittadina toscana era il papà di un bellissimo ma limitatissimo assessore, gli amministratori comunali (che furboni sono stati!!!) sapete cosa hanno fatto? Hanno preso due piccioni con una fava e sono riusciti, applicando il IV° principio della democrazia (che recita testualmente: ”il popolo è sovrano ed ha tutti i diritti ma… è il PARTITO ad avere la precedenza sui diritti e sui guadagni“), a realizzare ugualmente un parcheggio (simile a quello che si può vedere in fondo a via dei Chiassarelli a Massa Marittima, ancora una volta solamente per fare un esempio).

Peccato che per farlo abbiano speso molto di più di quanto sarebbe costato realizzarlo in una area tipo quella denominata EX-AGRARIA (sempre e solo citata come esempio) e per un numero di posti auto pari alla decima parte di quelli che si sarebbero potuti realizzare.

In compenso però hanno ottenuto il massimo del minimo (non ridete, vi prego, perché non c’è nulla da ridere) e con una bella colata di cemento sono riusciti a deturpare per sempre le antiche mura della città, al fianco delle quali è stato realizzato l’altro parcheggio [noi a Massa non l'avremmo mai permesso!!!].

Paradossalmente poi, il giorno in cui tale parcheggio servirebbe di più, quando cioè si tiene il mercato rionale settimanale (come quello del sabato in Cittanuova a Massa Marittima, solo per rammentarne uno a caso), non lo si può raggiungere e nemmeno si lo può lasciare in quanto viene imposto il divieto di transito nella via che porta ad esso.

La Società Mineraria ha poi fatto un altro bel guadagno poiché gli attenti amministratori della nostra ex-ridente cittadina toscana (senza imitare quelli del comprensorio minerario della Sardegna) si sono presi anche l’onere di eseguire le bonifiche di una parte delle cave e delle miniere dimesse.

Pensavano forse di guadagnarci.
Volete sapere quanto ci hanno guadagnato?
Questo sarà il tema di una delle prossime storielle…